Giobbe

Un testo crudo e potente scritto da Lodovico Balducci, oncologo italiano residente negli Stati Uniti

In uno spazio scarno ed evocativo, elegante ed apparentemente immobile, suoni stranianti e musiche intime, intense, talvolta briose, guidano Giobbe in un percorso attraverso il “proprio tempo”.
La protagonista, una donna borghese malata terminale, si trascina, si ribella, si racconta, in un continuo alternarsi di passato e presente, all’interno di una scacchiera teatrale, in cui ella stessa muove le pedine dei propri ricordi.
Le presenze più significative del suo vissuto si animano attraverso la voce di una donna dilaniata, non tanto dal cancro e dalla morte imminente, quanto da un costante senso di colpevolezza, dall’ipocrisia, dalla compassione, dai giudizi del mondo che la circonda.
È sola Giobbe, ma è ancora viva, non importa per quanto. Rivendica il diritto di essere ascoltata alla stregua di chiunque altro. Si riconosce tra quei reietti confinati ai margini della società e disperata interpella Dio, tra dolore e rabbia, aggrappandosi, sempre, seppur in un atteggiamento critico, a quella confortevole fede che l’aveva accompagnata sin da bambina.
Pensieri sepolti, sotto la coltre fittizia di una vita ordinata e ordinaria, dedita agli altri, si rivelano. Una crescente consapevolezza ed un’amara lucidità concedono a Giobbe una visione nuova di sé, del mondo, tanto aspra quanto, forse, pacificante.

Opera premiata nel 2017 al Premio Attore Artemisia di Bari per il miglior testo teatrale.

“Un monologo duro, serrato, violento, potente… Un testo simile, così intenso, ha bisogno di essere assorbito e resettato. Ma, dopo la rivisitazione mentale, restano vive due considerazioni: il valore dell’opera e la grande interpretazione”

Gianni Spinelli

Scritto da Lodovico Balducci
Con: Silvia Mastrangelo
Regia: Antonio Minelli
Light Design: Luigi Nardelli
Musiche: Antonio Minelli
Assistente di scena: Alessia Carrieri
Messa in scena a cura della Compagnia Formediterre

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