Peace

La guerra dal punto di vista della guerra. Senza commento. Senza pregiudizio.

Dalle guerre nel sud est asiatico, dove gli Stati Uniti nell’arco di vent’anni hanno inviato in Vietnam, a morire, centinaia di migliaia di soldati, in una guerra in cui non c’era niente da vincere, non eserciti regolari ma si bombardavano civili inermi con la scusa di combattere il comunismo la guerra sporca venne definita.
Una guerra di “copertura”, mentre nel poco distante Laos (nel cosiddetto triangolo d’oro) l’operazione Air America condotta dalla CIA, era il reale motivo per la presenza americana da quelle parti. Una vera e propria impresa commerciale che in poco più di vent’anni ha importato ad Occidente tonnellate di oppio e dato il via alla diffusione massiccia dell’eroina sui mercati di tutto il mondo.
In quegli anni, il mondo stava cambiando, la musica, la letteratura, la cinematografia, la stampa, si ribellava, denunciava, informava e scuoteva le coscienze. Si iniziava a capire che i cowboy non erano sempre i buoni, si marciava per il riconoscimento dei diritti civili universali… e poi, cosa è successo?
Niente. Come un vento atomico, come l’esplosione di mille soli che disintegrano tutto per chilometri quadrati, quelle migliaia di voci, sono diventate per le ultime generazioni, preistoria. Quel sangue, la rabbia, il fervore di anni in cui la Cultura aveva un ruolo operativo, essenziale imprescindibile dal quotidiano, quell’orrore che doveva far cambiare le cose affinché non si ripetessero, è stato accuratamente “annacquato”, ridotto a servizi di pochi secondi nei tg, fra una notizia di sport, un bambino dilaniato da una bomba e un servizio sulle nuove tendenze della moda nelle collezioni autunno inverno.

Così, fino alla prossima missione di pace, “… uno si dimentica…”.

“Un viaggio profondo e forte nei conflitti del secolo scorso. Un viaggio in cui le arti si sono parlate e giustapposte… L’autore sembra consegnarci un messaggio: la pace è difficile da raggiungere, troppe le insidie. Fra l’idea e la realtà, fra il movimento e l’atto c’è l’ombra della civiltà perduta.”

Piera De Giorgi

Di e con Nicola Eboli

Regia: Antonio Minelli
Luci: Alessia Carrieri

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